Claudio Rancati
Reportage - Storytelling

“Zombie Urbani”, report sull’abbandono edilizio

Reportage

In Italia vi sono 2,7 milioni di abitazioni vuote e 734 mila edifici inutilizzati.
Nel 2011 l’ISTAT ha contato 734 mila edifici inutilizzati che per numero corrispondono circa a quelli utilizzati da 1,9 milioni di abitanti della regione Calabria.
L’esubero sui singoli alloggi invece conta una eccedenza di 2,7 milioni di abitazioni vuote che aggiunte a 5,7 milioni di abitazioni destinate a seconda casa rappresentano il 28% del patrimonio abitativo italiano. A fronte di questi numeri è comunque necessario considerare l’ipotesi della CGIA di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese), secondo la quale al 2013 il fenomeno degli affitti in nero riguarderebbe circa 950 mila famiglie esclusi gli accordi stipulati dagli studenti universitari.

Principale causa dello spreco, una “bolla immobiliare”.
Tra gli anni ’90 e il primo decennio del 2000 si è avuto un vero e proprio boom edilizio favorito da una “bolla immobiliare”, situazione di mercato caratterizzata da un rapido e ingiustificato aumento dei prezzi, in rapporto a reddito medio e altri parametri, a quote insostenibili, i quali subiscono successivamente un repentino crollo. La bolla dal 1993 al 2014 ha portato alla costruzione di circa 5 milioni di abitazioni (delle quali più di 450 mila abusive, ndr) facendo lievitare lo stock abitativo totale italiano a poco più di 30 milioni di unità distribuite su quasi 22 mila km² di suolo consumato.
Di tale consumo le abitazioni con edifici e capannoni rappresentano il 30% del suolo.

Il fenomeno è visibile anche nei contesti locali.
Mentre la provincia di Piacenza conta 4.740 edifici inutilizzati su 88.761 totali, e con una incidenza del 5,3% è la percentuale più negativa dell’Emilia Romagna, la città di Piacenza risente del fenomeno con un rapporto di 289 edifici inutilizzati su 15.203 edifici totali, pari a un’incidenza di 1,9%. Il valore in questo caso molto contenuto rispetto alla media, lascia in primo piano l’abbandono delle industrie dismesse, degli esercizi commerciali e l’annosa questione delle aree militari da riqualificare, ora occupanti il 4,5% (1.256.000 mq) della superficie urbanizzata comunale.

Fonti: ISTAT, “15° Censimento Popolazione e Abitazioni 2011”; Legambiente, “Case di Carta”; ISPRA,, rapporto sul consumo del suolo; CGIA di Mestre; Accordo di razionalizzazione e valorizzazione con il comune di Piacenza e il Ministero della Difesa e Accordo di valorizzazione con il comune di Piacenza, 2014; Comune di Piacenza, Ministero della Difesa, “Intesa Istituzionale per la razionalizzazione e la riorganizzazione delle infrastrutture dell’esercito”, 2008; Comune di Piacenza, “Recupero di aree militari e demaniali, firmato il protocollo d’intesa”, 15 gennaio 2015; Il Piacenza.it – sezione aree militari.